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La storia della moda, a cura del bottonificio Lozio

Quando si parla di storia della moda a volte il pensiero corre all’intera storia del vestirsi dell’uomo, a partire dalle pelli d’animale utilizzate in ere preistoriche fino ad arrivare ad oggi. La storia della moda è invece un capitolo abbastanza recente nella grande evoluzione  storica del capo d’abbigliamento e riguarda un periodo che precede di poco quello della manifestazione del concetto moda e dell'industrializzazione dei suoi accessori, compito precipuo di un bottonificio.

bottonificio - bottoni

Etimologia del termine

Il termine moda deriva dal latino: modus, un termine che ha più significati, che racchiudono perfettamente tutto ciò che il concetto in senso lato significa. Infatti oltre alla traduzione primaria: modo, maniera, sta a significare anche ritmo, andamento e perfino tempo e melodia. Atteso che la cosa ci tocca da vicino, chiariamo che si tratta di concetti del tutto trasfusi nell'attività del bottonificio e bottoniera in generale.

Il primo ad utilizzare questo termine nel significato che gli conferiamo ancora oggi fu l’abate Agostino Lampugnani, che lo introdusse in un suo trattato. Stiamo parlando del 1645, quindi tutto quello che avvenne prima di quella data, anche se è sicuramente storia del vestire, non è storia della moda.

Aspetti filosofici e culturali - Bottonificio Lozio

Secondo il pensiero filosofico la moda sarebbe la perfetta sintesi che accosta ed armonizza la creazione di idee al pensiero economico - e lo sappiamo bene, noi del bottonificio! - cioè una delle più felici intuizioni dell'uomo, dove esigenze pratiche, come il ripararsi del freddo o dal caldo, confluiscono armonicamente con il bisogno di adornare la propria persona per ingentilirne l'aspetto, o per marcarne i tratti caratteriali. In questo delicato equilibrio di valenze si innestano inoltre il senso di pudore dell'uomo, il suo livello culturale e il suo approccio verso l'esterno, che determinano il modus di vestire, ovvero ciò che trasforma il vestire in espressione culturale.

Il modo di vestire, cioè la moda, è accostabile e raffrontabile, nei vari periodi storici, a molti fermenti artistici e culturali. Per molti storici, peraltro, la storia della moda inizia con la fine del ‘700 e con la polemica che innestò l’illuminismo sul concetto di lusso. Da quel momento ad oggi non c’è stato momento della vita di una nazione, o di più nazioni, nel quale la parola moda non abbia significato molto più che “indossare” e non c’è generazione che non si sia identificata e riconosciuta in un determinato modo di vestire.

Avvento della borghesia

Ogni nazione ha introdotto una novità, una caratteristica, ha segnato un periodo e un modo di vestirsi. Soprattutto a partire dalla fine della Rivoluzione  Francese, e quindi dalla fine del ‘700, nasce in Europa una nuova classe benestante, che si frappone tra la potenza dei nobili ed il popolo indigente: si tratta del ceto borghese, quello che aspira al benessere ed alla ricchezza e vuole distinguersi dal popolano anche nell’aspetto; da sempre tale classe sociale costituisce il più importante recettore e consumatore di abbigliamento alla moda.

I nobili la moda la imponevano, la dettavano, la inventavano insieme ai loro sarti e insieme ai numerosi artisti che gravitavano  intorno alle Corti di tutta Europa; il ceto borghese, invece, li copiava, li imitava, si appropriava delle idee del ceto nobile per sentirsi alla pari, assimilandole e, forse senza averne consapevolezza, dette vita così al primo concetto di sistema moda.

Ogni nazione, a cavallo tra la fine del ‘700 e la fine dell’800, ebbe momenti di eccellenza che fecero di quella nazione ora la capitale della moda maschile, ora di quella femminile. Intere frotte di benestanti si spostavano da Parigi a Londra, oltre che in altre capitali, per farsi vestire alla moda dai grandi sarti dell’epoca.

Influenza della moda

Così la moda divenne elemento di riconoscibilità, di stile, di identificazione di ceto sociale. Concetti che nel ‘900, con l’espandersi dei mezzi di comunicazione, assunsero nuova valenza sociale e politica.

Posto che la nostra attività di bottonificio si pone al servizio della moda, ampliamo gli orizzonti per precisare che senza la moda non c'è cinema, non c'è musica, non c'è televisione, non c'è neppure letteratura moderna. La storia della moda si intreccia senza soluzione di continuità con la vita sociale, con le scoperte scientifiche, con le guerre e con i personaggi famosi, con la pubblicità, con la storia dell'arte e con i desideri più profondi dell'uomo.

Parole come barocco, rococò, neoclassico, art noveau, liberty, twist, pop art, optical, hippies, rock, punk, manager, yuppies, dark, non evocano solo movimenti artistici, espressioni musicali o  categorie professionali; ognuna di queste parole – e molti altri termini che hanno accompagnato gli ultimi tre secoli di storia – evocano un abbigliamento, uno stile, un modo di sentirsi e di proporsi verso l’eterno.

La moda accompagna, per così dire, ogni espressione della vita dell'uomo: abiti, oggetti, accessori, cibo, vacanze... tutto può essere una moda, così la Moda, quella vera, quella dei grandi sarti e degli stilisti, si è defilata elegantemente da questa parola e forse è per questo che negli ultimi decenni i professionisti del settore hanno preferito ridefinire molti termini, alcuni dei quali sono letteralmente scomparsi: alta moda, prêt-à-porter, moda pronta, sistema moda, moda design, semi programmato, flash, ecc... termini che servono o servivano agli operatori specializzati, oltre che a tutto il mondo dei servizi e dei prodotti ad essi collegati - come ad esempio l'ambito dei bottonifici - oltre che al mondo della comunicazione, per comprendere di cosa si sta parlando.

Interazioni con il bottonificio

Il nostro bottonificio - oggi nella attuale struttura alle porte di Milano - è perfettamente inserito in questo sistema dal 1903, quando la famiglia Lozio avviò lo stabilimento di Palazzolo sull'Oglio.

Il bottonificio Lozio di Milano offre alla propria clientela impegno, passione, ricerca, disponibilità, alti standard qualitativi produttivi e di servizio.

La clientela del nostro bottonificio è costituita prevalentemente dal settore del fashion design e delle collezioni, della confezione abbigliamento uomo e donna, oltre che da quello della maglieria e della pelletteria, del jeans, sia in Italia che all’estero. Il bottonificio è peraltro attivo anche nel settore della cartotecnica, oltre a quello delle minuterie metalliche.

Il che significa che le nostre gamme produttive si estendono per diversi segmenti del settore delle minuterie metalliche di precisione, quali gli occhielli metallici logati, i bottoni automatici da cucire rivestiti, i bottoni a pressione in metallo dorato, i rivetti jeans con logo, i  bottoni jeans per denim, i ganci da pantalone sportswear, gli automatici da cucire, i bottoni rivestiti con tessuto del cliente, i bottoni gioiello grandi e piccoli, ma anche ai tradizionali settori dei bottoni in materiale naturale o comunque di lusso, come ad esempio bottoni in corno vero, bottoni in corozo tinto, bottoni in madreperla pregiata, bottoni in galalite originale, bottoni in metallo con fori oltre a svariati modelli di fibbie per cintura in metallo.