+39 02 267 111


intestazione logo bottonificio

Il bottonificio che valorizza le conchiglie per la produzione di bottoni in madreperla

chiedi info bottonificio
Senza impegno

Breve storia del materiale, sino ad arrivare alla produzione di bottoni in madreperla, a cura del bottonificio Lozio

Il bottonificio Lozio è specializzato nella produzione di bottoni in corozo, bottoni in corno, galalite, metallo, poliestere.

Lozio, bottonificio di grande tradizione, eccelle peraltro nella produzione di bottoni in madreperla.

In cosa consiste la materia prima, o la sostanza, come oggi viene lavorata dai bottonifici per la produzione di bottoni in madreperla ?

Come abbiamo già avuto modo di vedere, la materia prima di cui si fa impiego per i bottoni in madreperla è un materiale di sicuro pregio, che i bottonifici ricavano dalla parete della conchiglia di alcune famiglie di molluschi, in modo particolare le ostriche perlifere.

Presenta colore iridescente bianco perlaceo, ciò che conferisce al bottone in madreperla la sua caratteristica unica, per la quale viene particolarmente apprezzato e riconosciuto.

La delicatezza del suo aspetto, unita alla sua consistenza, ne fanno il materiale ideale per la fabbricazione di articoli - bottoni in madreperla - per camiceria, ma anche per il capospalla, oltre che per diversi indumenti femminili.

Composizione della conchiglia impiegata per i bottoni in madreperla, a cura del bottonificio Lozio

La parete delle ostriche da madreperla è sostanzialmente costituita di cristalli lamellari di aragonite, ovvero - come è ben noto agli operatori del settore del bottonificio - carbonato di calcio, che si raggruppano e si dispongono in maniera simmetrica sulla valva.

La sottigliezza dei cristalli di aragonite conferisce alla madreperla la sua caratteristica iridescenza e la sua luminescenza colorata. Tale aspetto costituisce peraltro la maggiore difficoltà nella lavorazione del materiale da parte del bottonificio, in quanto se trattata senza grande competenza, la sostanza tende a sfaldarsi.

Il termine " madreperla " è semplicemente una voce composta dalle parole "madre" e "perla", giacché è proprio all'interno dell' ostrica che viene generata la perla.

Oggetti madreperlacei nel mondo antico, precursori dei moderni bottoni in madreperla, a cura del bottonificio Lozio

La sostanza è prodotta da molluschi bivalvi e gasteropodi.

Tra i molluschi bivalvi che producono la nostra materia prima troviamo la pinctada, o pteria maxima e la pteria margaritifera, tutte specie che i bottonifici importano da quelli che una volta venivano chiamati "mari del Sud" per le loro produzioni di bottoni di qualità. I molluschi gasteropodi che la producono si affiancano a quelli della famiglia degli haliotidae.

Quando pensiamo alla madreperla, probabilmente ne associamo il termine ai bottoni e pensiamo al suo attuale e precipuo impiego all’interno di un bottonificio, immaginandola adornare, in maniera magnifica, un capospalla, un cappotto o comunque un capo di abbigliamento in genere. Ignoriamo, forse, che questo meraviglioso elemento, che di diritto appartiene alla gamma produttiva di un bottonificio di un certo livello, ha una storia molto antica.

La conoscenza e l’uso della sostanza ammaliante ed affascinante della conchiglia delle ostriche per la produzione di oggetti di vario tipo sono anteriori alla nascita di Cristo. Pare, infatti, fosse utilizzata in Cina ben prima dell'epoca cristiana.

I cinesi la impiegavano per creare gioielli e oggetti d’arte.

Essi non furono gli unici a farne uso sin dai tempi antichi.

Questo materiale, per la sua bellezza, le sue proprietà e la magnificenza dei suoi colori, aveva attirato l’attenzione dei popoli antichi in diverse parti del mondo.

Sono stati effettuati ritrovamenti e raccolte testimonianze circa l'impiego di manufatti in conchiglia presso i Sumeri, ma anche presso gli indiani Yaqui del Messico, per citare solo alcune delle civiltà che facevano uso della nostra sostanza come materia prima.

E' probabile, inoltre, che gli stessi arabi, millenni orsono, conoscessero e utilizzassero la parte iridescente delle conchiglie per la realizzazione di gioielli, oggetti di carattere religioso e altro ancora.

Il termine con il quale la nostra sostanza iridescente è conosciuta a livello internazionale - a prescindere dall'ambito dei bottonifici - è “Nacre”; tale termine è la derivazione araba della parola “naqqarah”, che significa conchiglia o guscio.

Il termine madreperla fu coniato, a quanto sembra, ai tempi della regina Elisabetta I, nel XVI secolo, “Mother of Pearl” a voler intendere, forse, che fosse proprio la conchiglia a generare la perla nel senso di filiazione - piuttosto che nel senso di una particolare incistazione a difesa del mollusco, quale in effetti la perla si trova ad essere - e quindi potesse essere considerata a ragione, la madre della perla.

Anche altre fonti ricondurrebbero la derivazione del termine all’antica credenza, in base alla quale fosse proprio l' ostrica a generare e far nascere al suo interno la perla.

Tutto ciò non fa altro che accrescere il fascino di questo elemento.

La bellezza di questo materiale, le sue tradizioni e la poesia che lo circonda lo rendono il meglio di cui si possa disporre per la produzione di bottoni in vera madreperla dal grande fascino. Un bottonificio che voglia tenere alto il proprio nome e i propri standard non può non includerla all'interno della sua gamma di produzioni.